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  case vacanze emiluda a s. marco di castellabate, nel cilento, località annunziata n° 23
castellabate, casa per vacanze emiluda, nel cuore del parco nazionale del cilento, in provincia di salerno. appartamenti e servizi a prezzi convenienti. ambienti comodi, accoglienti; un giardino grande 1500 mq, piscina, vasca idromaggassio, ampio parcheggio, tranquillità e breve distanza dal centro di s. marco di castellabate, dotata di un'area portuale attrezzata
 
Il Parco del Cilento
Il Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano (la cui sede è a Vallo della Lucania) si estende da Agropoli-Castellabate (nord) a Scario (sud) e verso l'interno fino a Teggiano.
A ovest si trovano circa 100 Km di costa - in prevalenza rocciosa - bagnata dal limpidissimo mare che da anni assicura a diverse località l'assegnazione della prestigiosa Bandiera blu d'Europa [Fee] e di 4/5 Vele [Lega ambiente]: le località più premiate sono Castellabate, Agropoli e Pollica).
Le vette del Cilento interno arrivano a sfiorare i 2000 metri e sono ricche di vegetazione (sono circa 2000 le specie floristiche finora individuate) e di esemplari faunistici appartenenti a specie assai rare (sono spesso avvistati il lupo, il gatto selvatico, il picchio nero e l'aquila reale).
Famoso - e assai studiato - è anche il Flisch del Cilento, "fitta stratificazione delle rocce che talora assumono forme e colori particolari, come è possibile riscontrare nel terrazzo marino di Punta Licosa".
[Fonte: castellabateinfo.it]

templi di paestum, a 2o km da s. marco di castellabate e dalla casa per vacanze emiluda, nel cuore del parco nazionale del cilento, in provincia di salerno. appartamenti e servizi a prezzi convenienti. ambienti comodi, accoglienti; un giardino grande 1500 mq, piscina, vasca idromaggassio, ampio parcheggio, tranquillità e breve distanza dal centro di s. marco di castellabate, dotata di un'area portuale attrezzata

Il Cilento storia e presistoria

La natura carsica delle terre cilentane e la conseguente ricchezza di grotte ha senza dubbio favorito la presenza dell'Uomo che in esse si è rifugiato, ha trovato riparo, ha consumato i suoi pasti. i più antichi segni della presenza antropica risalgono al Paleolitico medio (500.000 mila anni a.C.) e le sue tracce continuano attraverso il Neolitico e fino all'Età dei Metalli.
La presenza dell'Uomo primitivo è ancora oggi tangibile attraverso la presenza dei suoi "strumenti" disseminati sia lungo le grotte costiere tra Palinuro e Scario, sia in quelle interne dislocate lungo gli antichi percorsi di crinale dei massicci montuosi (Grotte di Castelcivita), sia nel Vallo di Diano (Grotte dell'Angelo, Pertosa). Ed è attraverso questi antichi sentieri che prese probabilmente avvio la grande avventura delle prime comunità che, senza soluzioni di continuità e per migliaia di anni, stabilirono contatti e intrecciarono scambi e relazioni con i Popoli del mare e con quelli dell'Appennino. Le testimonianze, nella comunanza di forme degli oggetti locali con quelli delle antiche culture delle Lipari, del Tavoliere, di Serra d'Alto, sono nei corredi funerari della locale Cultura del Gaudo.
Nell'Età del Bronzo l'intera organizzazione territoriale appare già definita: si evidenziano le direttrici delle transumanze e dei traffici, lungo i percorsi di crinale, dal Tirreno allo Ionio e viceversa, ove sorgono luoghi di culto, altari sacrificali e sculture rupestri come l'Antece dei Monti Alburni. Ed è l'antico Cilento il protagonista della mediazione tra l'Asia e l'Africa, tra le culture nuragiche e quelle egee, tra il mondo nordico "villanoviano" e gli Enotri, i Lucani. Ed è l'avvento dell'Uomo moderno, l'inizio della grande avventura della Civiltà, l'avvio della poliedrica Cultura del Mediterraneo. E forse sulle antiche rotte dell'ossidiana, o alla ricerca di rame, i primi Greci approdarono sulle coste del Cilento (intorno al XVII secolo a.C.) dove più tardi (fine VII-VI secolo a.C.) nacquero le città coloniali: Pixunte, Molpa e l'antica Poseidonia (la romana Paestum), fondata dagli Achei sibariti che qui giunsero, con i popoli appenninici, non dal mare ma attraverso i ben noti, più sicuri e più rapidi percorsi di crinale. Mentre il mare portò i Focei, originari dell'Asia minore, fondatori di Elea (oggi Velia), la città della Porta Rosa, di Parmenide e della sua Scuola Filosofica Eleatica, una delle più importanti e famose del mondo classico, e della prima Scuola Medica.
Poi, a partire dal IV secolo a.C., Lucani, Romani e Cristiani d'oriente intrecciarono traffici ed alleanze, avviarono conflitti e guerre, occuparono e rifondarono città, trasformando il Cilento in un crogiuolo, dove si fondono e si mescolano popoli e culture. Con la caduta dell'Impero di Occidente intorno al VI secolo d.C. iniziò, anche per il Cilento, il lungo periodo delle dominazioni barbariche: i Visigoti di Alarico, la guerra gotica tra Totila e Belisario, il diffondersi del Monachesimo Basiliano, l'imposizione feudale dei Longobardi, i continui attacchi e scorrerie dei Saraceni. Ed ancora una volta ci fù l'incontro tra civiltà diverse, nacquero abbazie e cenobi in cui coesisterono il rito greco e quello latino, lasciandoci splendidi gioielli come la Badia di Pattano con la Cappella di S.Filadelfo gli affreschi della Cappella Basiliana a Lentiscosa.
E poi, nel 1076, la conquista dei Normanni, che trasformarono il Cilento in terra di Baroni, latifondi e sfruttamenti. Per gli anni a venire i Sanseverino, gli Svevi, gli Angioini, combatterono, congiurarono, e le loro tirannie sovente innescarono rivolte; l'intero territorio fu smembrato tra nobili senza scrupoli che, tra il XVI ed il XVII secolo, scrissero una delle pagine più tristi e crudeli di questa terra, contribuendo anche alla nascita del Brigantaggio. E qui la Storia diventa leggenda, ballata di eroi, epopea di un Popolo orgoglioso e stanco di continue violenze e angherie. E finalmente, dopo il sacrificio dell'ennesimo martire immolato in terra cilentana nei pressi di Sanza (Cippo di Pisacane), le Genti del Cilento e Vallo di Diano riconquistarono l'agognata giustizia e libertà.
Fonte:pncvd.it


 
*** Castellabate, cuore del Cilento, terra dei miti ¬

Da oltre mezzo secolo Castellabate è tra le mete preferite da chi sceglie il Mar Tirreno per le vacanze: vi si recano turisti italiani, europei e statunitensi attratti dall'architettura, dall'ambiente e dalla calorosa ospitalità. Ma non solo! Le acque sono cristalline anche in piena stagione estiva; infatti, nei primi anni Settanta vi fu istituito il primo parco marino d'Europa. Con il Cilento Castellabate è anche la patria della dieta mediterranea, resa famosa nel mondo dal dietologo americano Ancel Keys. Sono certamente da visitare il Castello medioevale (1123), i resti del Monastero di San Giovanni (ancor più antico), il Portico delle Gatte e il Porto detto Lu Traversu (da cui partirono i cilentani che presero parte alla prima crociata), la Villa Matarazzo, prestigiosa sede del Parco del Cilento; da ammirare, poi, i resti del porto greco-romano, la cava dei rocchi (la cui pietra fu impiegata nella costruzione dei templi di Paestum), l'Antiquarium comunale e il Punto blu (centro d'osservazione dello stato del mare). E' da segnalare, infine, la presenza di aree pedonali e di numerosi parcheggi, che, con altri servizi rende vivibile Castellabate, la più bella località del parco del Cilento.
[Fonte: castellabateinfo.it]

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case vacanze emiluda © 2011
s. marco di castellabate, via annunziata n° 23
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